Brescia, 25 gennaio 2012 – “Il leghista Belotti, almeno quando svolge il ruolo di Assessore al Territorio di Regione Lombardia, dovrebbe smettere i panni dell’ultras atalantino”. Lo dichiara Francesco Patitucci, consigliere regionale dell’Italia dei Valori.
“Tra lui e la sua collega leghista, l’assessore bresciano Monica Rizzi, infatti, è in atto uno strano derby, giocato a colpi di incoerenza, sul tema dello smaltimento dei rifiuti in Lombardia. Già, perché lei si è presentata qualche giorno fa a Gianico, schierandosi apertamente al fianco dei cittadini della zona che protestano contro la realizzazione dell’impianto di inertizzazione dell’amianto – rileva Patitucci -. Peccato che lui, in più occasioni, si è detto favorevole alla realizzazione discariche e impianti per lo smaltimento di rifiuti pericolosi”.
“Che Belotti varchi mal volentieri il confine dell’Oglio (oltre a quello del Po) è cosa nota; ma se abbandonasse per un attimo gli atteggiamenti da stadio per andare sul territorio ed ascoltare le istanze dei cittadini e degli amministratori locali del bresciano, comprenderebbe le ragioni di quanti (e sono tanti) non vogliono l’ennesima cava o discarica in zona. Da parte mia – conclude il consigliere regionale di IdV -, ritengo sarebbe necessario un parere vincolante e finale da parte degli enti locali in ordine alla realizzazione di nuovi impianti”.
Gruppo Italia dei Valori
Consiglio regionale della Lombardia
Brescia, 24 gennaio 2012 – “Sono passati già diversi giorni dallo scandalo rifiuti che ha coinvolto l’ex assessore Nicoli Cristiani, però quanto accaduto non può essere dimenticato anzi, deve imporre una seria riflessione sul fenomeno dello smaltimento d’amianto in Lombardia”. Lo dichiara Francesco Patitucci, consigliere regionale dell’Italia dei Valori.
“Le indagini sul ‘sistema Nicoli Cristiani’ hanno svelato un giro di tangenti da far impallidire nonché il coinvolgimento di un dirigente dell’Arpa. Quindi – continua Patitucci -, anche le responsabilità politiche di chi ha messo certi personaggi ai vertici dell’istituzione regionale sono altrettanto evidenti. Non a caso il Presidente Formigoni ha ammesso che la ricandidatura di Nicoli Cristiani e Ponzoni nelle elezioni regionali 2010 è stata un errore…”.
“Adesso non sono più ammesse leggerezze, bisogna valutare molto attentamente la pioggia di nuove richieste per future discariche. Bisogna farlo in tutta la regione e, soprattutto, nel bresciano – aggiunge il consigliere regionale di IdV – dove operano già la Ecoeternit di Montichiari e la Profacta-Faustini di Brescia che, complessivamente, smaltiscono 560mila metri cubi di amianto”.
“Servono chiarezza e cautela, nell’interesse della salute dei cittadini. Per questo – conclude Patitucci – riteniamo che Regione Lombardia dovrebbe sospendere le autorizzazioni per realizzazione dell’impianto di via Brocchi e quello Padana Green di Monitchiari”.
Gruppo Italia dei Valori
Consiglio regionale della Lombardia
Brescia, 17 gennaio 2012 – Nel corso della seduta odierna del Consiglio regionale lombardo, si è aperto il dibattito sulla situazione carceraria nella nostra regione. A questo proposito, il consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Francesco Patitucci, è intervenuto citando il caso del penitenziario bresciano di Canton Mombello. “Se, da un lato, è giusto rilevare come la situazione delle carceri lombarde non sia tra le peggiori del nostro Paese, non si può certo far finta che non esistano delle criticità. E’ il caso, ad esempio, di Canton Mombello che, di sicuro è una delle strutture con più problematiche nella nostra regione”.
“Il primo problema è senz’altro quello del sovraffollamento: a fronte di un limite massimo di 204 detenuti, oggi il carcere bresciano ne contiene oltre 500 (situazione aggravata dall’introduzione del reato di clandestinità e dalla disciplina sulle tossicodipendenze). Le criticità quotidiane che il personale di polizia penitenziaria e detenuti devono affrontare sono quindi evidenti. Le guardie carcerarie sono costrette a turni massacranti mentre i detenuti devono convivere, talvolta anche in otto, in celle di appena 15 metri quadrati.
“Come se non bastasse, il tutto in una struttura ormai fatiscente. La situazione di Canton Mombello – dichiara Patitucci – va affrontata in modo radicale: questa struttura non può più continuare ad ospitare un carcere. Sono necessari ed urgenti interventi, coinvolgendo anche operatori privati, affinché si trovi al più presto un altro immobile da destinare a penitenziario. L’ordine del giorno presentato oggi in Consiglio regionale, che ha incontrato il voto favorevole dell’Italia dei Valori – conclude Patitucci -, non sarà la soluzione a tutti i problemi dei 19 penitenziari lombardi ma, almeno, è un primo passo”.
http://www.mediatecaconsiglio.lombardia.it/playlists/view/124
Gruppo Italia dei Valori
Consiglio regionale della Lombardia
“Le assunzioni saranno effettuate su tutto il territorio nazionale e verranno scaglionate nel corso di tutto l’anno nei mesi di gennaio, aprile, luglio e settembre.
OFFERTA
Vengono proposti contratti di lavoro a tempo determinato, di durata bimestrale o trimestrale, e lo stipendio è di circa 1.100 Euro al mese.
REQUISITI
Età non superiore ai 35 anni
Possesso del diploma con voto non inferiore al 70/100 oppure 42/60
Capacità di guidare il motorino Liberty Piaggio 125
Disponibilità a lavorare tutta la settimana (tranne la domenica) dalle 8.00 alle 14.00
Non aver mai lavorato per Poste Italiane.
SELEZIONE
La selezione prevede una prova che valuta la capacità di utilizzo del motorino.
COME PARTECIAPRE
Per partecipare alla selezione basta registrare il proprio curriculum vitae direttamente sul sito di Poste Italiane.
Le candidature vanno inviate entro il mese precedente (dicembre, marzo, giugno e ottobre)”.
Brescia, 14 gennaio 2012 – “Come consigliere regionale non mi sento rappresentato, fuori dall’Aula, da un Presidente che diserta la cerimonia di conferimento a Roberto Saviano della cittadinanza onoraria da parte della città di Milano” dichiara Francesco Patitucci, consigliere regionale dell’Italia dei Valori.
“Così facendo, Boni dimostra solo di essere il più coerente tra i leghisti. Infatti – continua Patitucci -, la Lega, dopo aver salvato l’On. Cosentino dall’arresto, non può certo riconoscere l’impegno sociale di Saviano”.
Gruppo Italia dei Valori
Consiglio regionale della Lombardia
Brescia, 13 gennaio 2012 – “Mi auguro che cessi quanto prima l’attività di allevamento di cani da laboratorio operata sul territorio di Montichiari dalla ormai celebre Green Hill”. Lo dichiara Francesco Patitucci, consigliere regionale dell’Italia dei Valori.
“A questo proposito – spiega Patitucci -, abbiamo preparato un’interrogazione in Consiglio regionale per far luce su questa attività. In primis bisogna capire perché in questo allevamento siano presenti 2500 cani (di razza beagle) quando la legge regionale 33 del 2009 impone un numero massimo di 200 esemplari per chiunque allevi o custodisca cani”.
“C’è dell’altro: nel corso del 2011 si sono verificati casi di scarico di liquami non autorizzati provenienti proprio dall’allevamento Green Hill. Per questo – aggiunge -, nella nostra interrogazione, chiediamo di chiarire come avvenga lo smaltimento di deiezioni e rifiuti organici dei cani e, soprattutto, chiediamo alla Giunta regionale di sapere dove finiscono i cuccioli che (pur essendo sani) non rientrano negli standard aziendali”.
“Alla nostra interrogazione – conclude il consigliere regionale di IdV -, si aggiunge la mozione di condanna contro la vivisezione e la sperimentazione sugli animali presentata recentemente dal capogruppo IdV alla Provincia di Brescia, Luca Pelizzari. Mozione che, soprattutto, impegna la Giunta provinciale ad attivarsi in tutti i modi possibili affinché Green Hill cessi la propria attività sul territorio”.
Gruppo Italia dei Valori
Consiglio regionale della Lombardia
Brescia, 13 gennaio 2012 – “E’ vergognoso che, per oltre dieci anni, i cittadini siano stati tenuti all’oscuro dell’elevato rischio di contaminazione radioattiva in atto a pochi metri dalle loro case”. Così Francesco Patitucci, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, commenta il caso della cava Piccinelli di Brescia che, secondo l’indagine condotta dall’Arpa, avrebbe causato la contaminazione di cesio 137 penetrato nella falda acquifera sottostante.
“I dati forniti dall’Arpa parlano chiaro; ed è sconvolgente apprendere che è ormai probabile che il cesio sia affluito nell’acqua di falda. Come è possibile – aggiunge il consigliere regionale di IdV – che in tutti questi anni nessuno abbia controllato lo stato della messa in sicurezza (provvisoria!) di un impianto simile?”.
“A questo punto – continua Patitucci -, la magistratura deve intervenire al più presto per accertare le responsabilità di questo disastro ecologico e per far luce su una vicenda che ha troppi lati oscuri. Appare più che plausibile che il silenzio intorno alla cava Piccinelli sia stato costruito ad arte da qualcuno per coprire qualche losco affare. E chi si è macchiato di un ignobile crimine del genere, mettendo a repentaglio la salute di tanti cittadini, deve pagare”.
“Da parte nostra, noi di IdV abbiamo già preparato un’interrogazione in Regione chiedendo l’immediata e urgente bonifica dell’area e la sospensione degli iter autorizzativi di nuove discariche nell’area circostante – conclude Patitucci – fino al termine di complete ed accurate opere di bonifica”.
Gruppo Italia dei Valori
Consiglio regionale della Lombardia
Brescia, 12 gennaio 2012 – “La situazione è intollerabile, capisco e condivido le proteste degli abitanti della zona”. E’ il commento di Francesco Patitucci, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, che stamattina ha partecipato alla manifestazione di protesta davanti alla discarica Gedit Gabeca di Vighizzolo alle porte di Montichiari a cui hanno preso parte diversi residenti.
“Il fetore è insopportabile e il via vai di camion che trasportano rifiuti continuo; senza contare – continua Patitucci -, che a due passi dall’impianto c’è una scuola elementare. La situazione è grave e Regione Lombardia non può far finta di niente ma deve ascoltare le istanze del territorio che chiede a gran voce la chiusura della discarica”.
“Come se non bastasse, dobbiamo fare i conti con la richiesta di Padana Green che vorrebbe realizzare un ulteriore impianto per lo smaltimento dell’amianto che andrebbe ad aggiungersi agli altri già presenti in zona. La Regione non si azzardi ad autorizzare questa nuova discarica in un territorio che ha già pagato un prezzo salatissimo in termini ambientali. Da parte nostra – conclude il consigliere regionale di IdV –, noi di IdV ci opporremo fermamente alla realizzazione di qualsiasi nuova discarica d’amianto senza un piano programmatico di smaltimento che coinvolga i comuni e la Provincia”.”.
Gruppo Italia dei Valori
Consiglio regionale della Lombardia
Lunedì sera il Comune di Brescia, precisamente nella riunione delle Commissioni congiunte, ha confezionato l’ennesimo pacchetto regalo nell’interesse dei cavatori bresciani. Dopo il gradito, ed al tempo stesso veramente imbarazzante, silenzio sulla controversa vicenda della discarica di amianto di via Brocchi del Gruppo Faustini, ecco che anche Gaburri riceve su un piatto d’argento il via libera alla realizzazione di un nuovo bitumificio, anche questo, come la discarica, a poche centinaia di metri dalle abitazioni civili.
Tutto questo non può e non deve passare inosservato per una serie di ragioni che sono sotto gli occhi di tutti, tranne quelli, evidentemente distratti, della classe amministrativa bresciana.
La zona Est del Comune di Brescia è ormai da tempo nel mirino di ASL e ARPA per tutta una serie di indagini volte ad evidenziare come il territorio sia ormai saturo di discariche ed attività inquinanti che minacciano seriamente la salute dei residenti e che pertanto fanno diventare una priorità l’adozione di una politica tesa a limitare e ridurre le fonti di immissione di ulteriori inquinanti nell’aria e nel terreno.
Ebbene, molto stranamente, invece, da quando si è insediata l’attuale Amministrazione Comunale a guida del Sindaco Paroli le autorizzazioni ed i progetti che prevedono insediamenti inquinanti e nocivi si sono moltiplicate. Mi riferisco al recente parere positivo alla realizzazione di un imponente polo logistico da parte della ditta Gaburri con evidente cementificazione di territorio che altrimenti sarebbe stato destinanto a far parte di un Parco, al silenzio assordante della Giunta Comunale nei confronti della realizzazione di una discarica di amianto in piena città quando tutti gli altri 7 sindaci del bresciano (interessati dalle nuove future discariche) si sono riuniti per opporsi, tutti insieme, ad una tale devastazione e sfruttamento del territorio e per finire, la ciliegina sulla torta, il via libera di ARPA (che però dovrebbe conoscere molto bene i problemi di questa zona della città), Regione Lombardia, Circoscrizione Est e Commissioni congiunte al nuovo bitumificio Gaburri con conseguente tombamento di uno dei laghetti venutosi a creare.
Queste le ragioni, in sintesi, che mi portano a pensare che l’attuale Amministrazione Comunale di Brescia abbia deciso di tutelare esclusivamente gli interessi dei soliti cavatori che hanno sfruttato il territorio bresciano per decenni a discapito degli interessi dei cittadini e della tutela della loro salute.
Adesso è arrivato il momento di fermare questa vera e propria deriva amministrativa che sta dimostrando di utilizzare il consenso elettorale esclusivamente per la tutela degli interessi economici di pochi imprenditori ormai convinti di essere i veri padroni del territorio.
La manifestazione del 26 dicembre, a due anni esatti dalla precedente fiaccolata, ha dimostrato come il fenomeno “amianto” si stia diffondendo a macchia d’olio soprattutto nel territorio bresciano e, cosa ancora più preoccupante, tende a concentrarsi nelle mani di pochi imprenditori che hanno fiutato la possibilità di smaltire non solo l’amianto della Lombardia ma anche quello di mezza Italia.
E poco importa se questo avviene con evidenti “corsie preferenziali” e un giro di tangenti da fare impallidire anche i tangentisti più accaniti.
Oggi per queste ragioni sono in carcere l’ex vice presidente del Consiglio Regionale Nicoli Cristiani e l’imprenditore Locatelli che, come risulta dagli atti delle indagini, cercavano di coinvolgere un certo “Faustini” perché un cartello dei prezzi sullo smaltimento dell’amianto rappresenta oggi l’affare del secolo.
In questo giro che definire scandaloso è veramente poco, si inseriscono poi a vario titolo anche dirigenti dell’ARPA, (il coordinatore di Arpa Lombardia Giuseppe Rotondaro) e se corrisponde al vero quanto riportato dai quotidiani dalle intercettazioni risultano coinvolti anche Assessori Provinciali di Bergamo e due dirigenti del Pirellone, uno dei quali addirittura responsabile delle Valutazioni di Impatto ambientale.
L’affare è veramente grosso perché solo le due discariche già approvate dalla Regione Lombardia della Ecoeternit a Montichiari e Profacta-Faustini in piena città a Brescia dovrebbero smaltire complessivamente 560 mila metri cubi per un affare da oltre 70 milioni di Euro.
E se l’affare è grosso perché non renderlo ancora più grosso scavando ed interrando dappertutto con una pioggia di richieste di nuove discariche specialmente nel bresciano?
E’ ancora il gruppo Faustini con la Padana Green a richiedere a Montichiari (che ha già circa 11 milioni di metri cubi di scorie sottoterra) una nuova discarica da un milione di metri cubi, e poi in Valcamonica, nel cremonese ed a Treviglio.
La Procura ha nel frattempo rinnovato i sigilli per la discarica di Cappella Cantone ma stranamente, nonostante le pressanti richieste derivanti dal coinvolgimento giudiziario di dirigenti e responsabili degli uffici regionali e di controllo, la Profacta del Gruppo Faustini riesce ad ottenere il 21 Novembre, qualche settimana prima dell’arresto di Nicoli Cristiani, una nuova autorizzazione che supera la precedente ancora oggetto di ricorso che gli consente di riprendere i lavori per la realizzazione della discarica di via Brocchi.
I lavori vanno avanti così velocemente che la discarica sarà pronta a ricevere l’amianto entro due/tre mesi al massimo e poco importa se ancora non sarà arrivata la sentenza sul merito del primo ricorso.
Definire anche questa una situazione “strana ed inopportuna” è il minimo, soprattutto se si pensa che fra gli indagati ci sono i nomi di funzionari regionali addetti alla valutazione delle VIA proposte dalle aziende che intendono aprire discariche.
Fra le discariche in corso di realizzazione quella di via Brocchi è senz’altro la più controversa, perché sorge nel bel mezzo di un enorme centro abitato, con scuole ed abitazioni civili ad un tiro di schioppo e per di più in una zona già pesantemente inquinata da ex discariche, anche radioattive, e con un’azienda come l’Alfa Acciai spesso al centro di indagini ambientali e recentemente definita dal Politecnico di Milano come la principale fonte di inquinamento di tutta la zona circostante.
I camion carichi di amianto diretti in via Brocchi non possono transitare attraverso il centro abitato senza costituire una minaccia gravissima alla salute pubblica ed è pertanto ovvio che tale autorizzazione debba quanto meno essere sospesa proprio per gli evidenti sviluppi della vicenda giudiziaria in corso che rende viziate TUTTE le autorizzazioni concesse negli ultimi anni e specialmente negli ultimi giorni, se consideriamo quella nuova “strana” autorizzazione concessa alla Profacta-Faustini una decina di giorni prima che si scoprisse il vertiginoso giro di tangenti legate allo smaltimento dell’amianto.
Sarebbe auspicabile che gli organi istituzionali facessero la loro parte nella difesa della salute dei cittadini chiedendo chiarezza e cautela bloccando le autorizzazioni in essere per lo smaltimento dell’amianto nelle discariche autorizzate con sistemi poco chiari ed attualmente oggetto di indagini giudiziarie.


