RIUNIRE SUBITO LA COMMISSIONE PER CAPPELLA CANTONE

Il Consigliere Regionale IDV Francesco Patitucci chiede di convocare immediatamente la Commissione d’Indagine sulla discarica di Cappella Cantone. Lo chiede espressamente in una lettera inviata a Fabrizio Cecchetti nuovo responsabile dell’ufficio di presidenza della Regione Lombardia, recentemente succeduto nell’incarico al dimissionario Boni.
Il gruppo di lavoro è infatti stato istituito formalmente ma, fino ad oggi, non è mai diventato realmente operativo.
Francesco Patitucci, presidente in pectore dell’organismo, esprime chiaramente la ferma volontà di fare in modo che questa commissione inizi a lavorare al più presto e chiede la convocazione di almeno un paio di sedute entro Giugno per dare risposte concrete al territorio evitando di arrivare a settembre “ senza avere combinato nulla“.

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L’OMBRA DELLA INCOSTITUZIONALITA’ SULLA SCUOLA LOMBARDA

“Pensare di risolvere o comunque affrontare il problema del precariato nella scuola adottando provvedimenti addirittura in contrasto con le norme costituzionali è l’ennesima iniziativa senza senso che serve solo a portare ancora più confusione in un settore duramente colpito dalle politiche di questi ultimi anni.” Questo è il pensiero espresso dal Consigliere Regionale Francesco Patitucci che si dichiara pienamente concorde con l’iniziativa di Antonio Di Pietro insieme a Donati, Zazzera e Di Giuseppe firmatari di una interpellanza urgente al Ministro dell’Istruzione in merito al contenuto dell’art. 8 della legge 18/04/2012 n.7 approvata dalla Regione Lombardia che prevede che i singoli istituti scolastici possano organizzare autonomamente concorsi differenziati con la ovvia conseguenza di creare stravolgimenti nelle graduatorie per il reclutamento del personale variando posizioni all’interno delle stesse, raggiunte negli anni precedenti dai docenti con servizio prestato ed eventuali titoli conseguiti.
Ecco il testo integrale dell’interpellanza:

“ Atto Camera Interpellanza urgente 2-01492 presentata da ANTONIO DI PIETRO martedì 15 maggio 2012, seduta n.632 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per sapere – premesso che: è stata approvata dal consiglio regionale della Lombardia la legge 18 aprile 2012, n. 7, che prevede «Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione», poi pubblicata sul Bollettino ufficiale del 20 aprile 2012; l’articolo più discusso e contro il quale sono insorti movimenti e sindacati è l’articolo 8 che introduce nuove norme in materia di reclutamento del personale docente, istituendo i concorsi a livello di istituzioni scolastiche; l’articolo succitato modifica la legge regionale n. 19 del 2007, aggiungendo i seguenti commi all’articolo 3: «2-bis. Al fine di realizzare l’incrocio diretto tra la domanda delle istituzioni scolastiche autonome e l’offerta professionale dei docenti, a titolo sperimentale, nell’ambito delle norme generali o di specifici accordi con lo Stato, per un triennio a partire dall’anno scolastico successivo alla stipula, le istituzioni scolastiche statali possono organizzare concorsi differenziati a seconda del ciclo di studi, per reclutare il personale docente con incarico annuale necessario a svolgere le attività didattiche annuali e di favorire la continuità didattica»; subito dopo, il testo della legge chiarisce (comma 2-ter) che «è ammesso a partecipare alla selezione il personale docente del comparto scuola iscritto nelle graduatorie provinciali ad esaurimento»; quindi la legge stabilisce (comma 2-quater) anche che «le modalità di espletamento del bando di concorso sono definite, nel rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e pubblicità, con deliberazione della Giunta regionale, sulla base dell’intesa di cui al comma 2-bis»; infine si prevede al comma 2-quinquies, che la giunta regionale relazioni semestralmente sulla sperimentazione alla commissione consiliare competente; dunque in virtù della succitata disposizione, a titolo sperimentale, nell’ambito di norme generali o di specifici accordi con lo Stato, le assunzioni sui posti da assegnarsi ad incarico annuale possono essere effettuate direttamente dalle scuole che, allo scopo, potranno bandire veri e propri concorsi; tali novità in materia di reclutamento dei docenti precari, introdotte dalla regione Lombardia, risultano, secondo gli interpellanti, illegittime perché in contrasto con il dettato del titolo V della Costituzione; infatti l’articolo 117 secondo comma, lettera n) affida in via esclusiva allo Stato le norme generali sull’istruzione e quindi la scelta dei principi fondamentali, fra i quali indubitabilmente rientra il reclutamento degli insegnanti, laddove alle regioni spetta solo una potestà legislativa concorrente (articolo 117, terzo comma); INTERPELLANZA URGENTE 2/01492 CAMERA Stampato il 16/05/2012 pertanto il reclutamento è materia delegata alla legislazione nazionale e attualmente normata dal decreto ministeriale n. 131 del 2007 che all’articolo 1 comma 2 stabilisce con chiarezza: «per l’attribuzione delle supplenze annuali e delle supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche, si utilizzano le graduatorie ad esaurimento»; Pagina 2 di 4 INTERPELLANZA URGENTE 2/01492 CAMERA Stampato il 16/05/2012 secondo il dettato dell’articolo 127 della Costituzione il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della regione, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro 60 giorni dalla sua pubblicazione; la disposizione del succitato articolo 8 della legge regionale della Lombardia in esame, concedendo alle istituzioni scolastiche la possibilità di scegliere direttamente gli insegnanti, contravviene palesemente al criterio attualmente vigente per l’individuazione degli aspiranti cui conferire gli incarichi, e cioè lo scorrimento delle graduatorie provinciali ad esaurimento; il meccanismo dello scorrimento delle graduatorie ad esaurimento, giova ricordarlo, garantisce alle nostre scuole un sistema di reclutamento basato sul principio del merito, concetto questo ribadito anche da una recente sentenza della Corte costituzionale, la sentenza n. 41 del 2011, che riconosce le graduatorie ad esaurimento istituite per «individuare i docenti cui attribuire le cattedre e le supplenze secondo il criterio del merito»; pertanto non si giustifica in nessun modo la necessità della regione Lombardia di sperimentare modalità di reclutamento alternative, considerando poi che, se l’intenzione del legislatore fosse davvero quella di «favorire la continuità didattica» per gli studenti, l’unico modo ragionevole sarebbe senz’altro la stabilizzazione dei precari (inseriti nelle suddette graduatorie ad esaurimento) che lavorano già da anni proprio su quegli stessi incarichi annuali; l’intenzione di stravolgere le modalità di reclutamento ad oggi vigenti, presente all’interno della legge «Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione» della regione Lombardia, oltre a destare sincera preoccupazione per la conformità delle norme in essa contenute rispetto al dettato costituzionale, appare del tutto fuori luogo rispetto alla natura e alla portata del problema del precariato scolastico, anzi rischia di penalizzare illegittimamente il personale che all’interno delle graduatorie ha raggiunto posizioni utili al conferimento degli incarichi grazie ai titoli conseguiti e alla professionalità maturata dopo anni di insegnamento nelle nostre scuole; tale penalizzazione nei confronti dei docenti precari più meritevoli risulta ancora maggiormente inaccettabile, se si considera che il sistema di istruzione pubblica italiano è stato privato di circa 90.000 insegnanti negli ultimi tre anni (in applicazione dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge n. 112 del 25 giugno 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 6 agosto 2008 recante «norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale utilizzo delle risorse umane della scuola» dei decreti attuativi ad esso correlati) e che la legge n. 111 del 15 luglio 2011 (l’articolo 19, comma 7), nell’impedire, a partire dall’anno scolastico 2012/2013 un’integrazione degli organici rispetto all’anno scolastico precedente (quindi si bloccano gli organici, dopo averli decurtati di 90.000 unità rispetto al 2008), riduce in maniera drastica anche il numero di disponibilità da conferire ad incarico annuale; in tale contesto l’iniziativa della regione Lombardia rischia di inasprire ulteriormente il disagio dei precari della scuola che, dopo aver faticosamente conseguito titoli e speso per anni la propria professionalità a servizio della pubblica amministrazione, invece di essere gratificati con la meritata stabilizzazione, si vedono precipitare definitivamente in una condizione di precariato selvaggio in cui viene meno anche la garanzia della selezione in base ai diritti maturati; a mettere a serio rischio poi la sostenibilità sociale delle politiche in materia di reclutamento, poste in essere dal Governo tecnico, intervengono le iniziative del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, recentemente rese note dal Ministro e cioè l’imminente indizione di nuovi concorsi a cattedra riservati ai docenti abilitati, con l’unico obiettivo quindi di stravolgere le posizioni di merito ad created with an evaluation copy of Ibex PDF Creator from http://www.xmlpdf.com/ibex.html Pagina 3 di 4 INTERPELLANZA URGENTE 2/01492 CAMERA Stampato il 16/05/2012 oggi conseguite dai precari inseriti nelle graduatorie; del resto tale procedura concorsuale che coinvolgerebbe i circa 200.000 precari inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, permetterebbe, nella migliore delle ipotesi, la stabilizzazione di sole 8.000 unità; non è quindi assolutamente risolutiva rispetto all’annoso problema del precariato, considerando poi che il numero dei precari è destinato nei prossimi anni ad aumentare vertiginosamente in conseguenza dell’attivazione di nuovi corsi abilitanti riservati ai docenti non abilitati nonché dei tirocini formativi attivi destinati ai giovani che vogliano intraprendere la professione docente; tali giovani aspiranti docenti, pertanto, dopo aver finanziato le Università con i gravosi costi dei corsi, andranno a incrementare il numero del precariato scolastico; l’opposizione da parte di associazioni, movimenti e sindacati al citato articolo 8 della legge regionale Lombardia è stata subito molto forte e le notevoli proteste e polemiche che hanno accompagnato l’approvazione delle legge hanno condannato l’evidente violazione del principio costituzionale della libertà di insegnamento che la «chiamata diretta» da parte dei dirigenti scolastici, inevitabilmente produrrà; non va infatti sottovalutato il pericolo che il concorso di istituto possa consentire assunzioni secondo meccanismi clientelari anziché secondo criteri oggettivi di maggior competenza ed esperienza, col conseguente reale rischio di discriminazioni e messa in discussione della libertà e qualità d’insegnamento; dal punto di vista meramente pratico, il concorso di istituto renderà ancora più dispendioso e macchinoso il reclutamento, e graverà il peso della gestione di centinaia di concorsi (e quindi le domande ed eventuali ricorsi) per assumere personale docente annuale, sulle segreterie delle singole istituzioni scolastiche, già in gravi difficoltà nel garantire l’ordinaria attività amministrativa a causa dei pesantissimi tagli al personale Ata e al dimensionamento scolastico in atto -: se il Ministro interpellato, alla luce dei profili di illegittimità costituzionale segnalati dagli interpellanti in premessa, con riguardo alla legge regionale Lombardia 18 aprile 2012, n. 7, che peraltro introduce modalità di assegnazione degli incarichi discutibili, inique, lesive della libertà di insegnamento e quindi della professionalità dei docenti, non ritenga di dover sollevare la questione di legittimità costituzionale ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione e se non consideri opportuno non stipulare alcuna forma di intesa con la regione Lombardia ai sensi di quanto disposto dall’articolo 8 della legge regionale stessa; se il Ministro interpellato non ritenga urgente individuare delle strategie volte a garantire l’assunzione a tempo indeterminato, a partire dall’applicazione della direttiva comunitaria 99/70/CE nonché la massima occupazione dei docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento nel rispetto delle posizioni di merito maturate fino ad oggi dai precari, ridefinendo gli organici della scuola attraverso la modifica della legge n. 111 del 15 luglio 2011 (articolo 19, comma 7) che, bloccando gli organici, rappresenta di fatto la vera causa, insieme all’innalzamento dell’età pensionabile, del divieto di accesso imposto ai giovani all’interno del comparto scuola. (2-01492) «Di Pietro, Donadi, Zazzera, Di Giuseppe».

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PIANO CAVE “PIU’ VOCE IN CAPITOLO AI COMUNI NELLA NUOVA LEGGE”

“Se la parola d’ordine per il piano cave regionale è ‘Meno cave, più sostenibilità’ non basta uno slogan ma, dalle parole bisogna passare ai fatti concreti”. Lo dichiara Francesco Patitucci, consigliere regionale dell’Italia dei Valori in merito al piano cave di Regione Lombardia attualmente in discussione nella Commissione Ambiente del Consiglio regionale.
“Ben vengano meno cave, specie in un territorio già martoriato da questo punto di vista come quello bresciano. Ma – sostiene Patitucci – per fare un salto di qualità ritengo che uno dei punti cruciali della nuova legge sia l’inserimento di una norma che preveda il parere vincolante dei comuni in caso di attività estrattive sul proprio territorio”.
“C’è poi la questione della sostenibilità: dopo essere state sfruttate le cave non possono essere trasformate sistematicamente in discariche, bensì essere bonificate e restituite alla collettività. Dopo il ripristino – conclude il consigliere regionale IdV -, le cave esaurite dovrebbero diventare di proprietà degli enti locali proprio a tale scopo.

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“I PRONTO SOCCORSO NON DEVONO DIVENTARE UN BANCOMAT PER LE CASSE REGIONALI”

“Accanirsi contro i “codici bianchi” non serve a migliorare il servizio nei pronto soccorso lombardi ma solo a penalizzare i cittadini”. Lo dichiara Francesco Patitucci, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, in merito all’estensione del ticket di 25 euro. “Dal primo giugno – puntualizza Patitucci -, il ticket per i casi meno gravi si pagherà una volta ricevuto il referto, vale a dire al momento delle dimissioni. Non è una differenza da poco perché doverbbe garantire, nelle intenzioni della Giunta lombarda, un sostanzioso incremento della percentuale dei cittadini paganti”.
“Insomma, se lo scopo è quello di evitare il sovraffollamento dei pronto soccorso, la “cura” è sbagliata perché, in questo modo, si riduce ad una semplice penalizzazione economica per i cittadini. Per questo motivo – conclude il consigliere regionale di IdV -, abbiamo presentato un’interrogazione all’Assessore alla Sanità Bresciani per capire se sono stati condotti studi specifici atti a definire gli effetti negativi di questa misura e la loro influenza sulla qualità del servizio”.

*INTERROGAZIONE CON RISPOSTA IN COMMISSIONE
EX ART. 116 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE

Al signor Presidente
del Consiglio regionale

Oggetto: Criticità riguardante le dismissioni ospedaliere dei “codice bianco”

I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI REGIONALI
PREMESSO CHE
Nei Pronto soccorso della Lombardia debutta dal 1° giugno il codice bianco alle dimissioni e cioè che d’ora in avanti i 25 euro di ticket previsti per i casi meno gravi (i codici bianchi, appunto) non verranno più sborsati sulla base delle valutazioni cliniche fatte dal medico all’ingresso, ma sul referto finale all’uscita dall’ospedale
ATTESO CHE
La conseguenza pratica del provvedimento, approvato ieri dal Pirellone, è quella di allargare la percentuale di cittadini paganti (oggi al 10%, su 2 milioni e 300 mila richieste d’aiuto);
CONSIDERATO CHE
Un paziente che prudenzialmente può essere considerato all’inizio un codice verde, infatti, può rivelarsi alla fine dei controlli clinici meno serio di quanto ipotizzato e trasformarsi in codice bianco con il pagamento del relativo ticket da 25 euro;
CONSTATATO CHE
Il governatore Roberto Formigoni ha dichiarato in merito a questa nuova misura che: «Lo scopo del provvedimento è migliorare la qualità e la gestione di un servizio che conta 2,3 milioni di accessi ogni anno”
VERIFICATO CHE
Il 75% degli accessi ospedalieri ogni anno in Regione Lombardia sono “codice verde”;

INTERROGANO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA, ROBERTO FORMIGONI E
L’ASSESSORE ALLA SANITÀ, LUCIANO BRESCIANI, PER CONOSCERE:

1- Se non ritengano questa misura riguardante i “codici bianchi” una ulteriore penalizzazione economica per i cittadini;
2- Se siano stati effettuati studi specifici riguardante i possibili effetti negativi di questa misura sopra citata che potrebbero influire sulla qualità e copertura del servizio sanitario;

Milano, 16 maggio 2012

Francesco Patitucci (IDV)

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A2A. “Trasformiamo l’azienda da peso a risorsa”

“Qual è il metro di giudizio per valutare A2A? I numeri parlano chiaro e ci dicono che in quattro anni, dal 2008 ad oggi, l’azienda che ha assorbito le municipalizzate di Brescia e Milano ha riportato un debito 4 miliardi di euro”. Lo dichiara Francesco Patitucci, consigliere regionale dell’Italia dei Valori.

“Nonostante una gestione fallimentare, il management di A2A può vantare retribuzioni di tutto rispetto; una nota ancor più stonata in un periodo di crisi come quello attuale. E la previsioni per il futuro non sono migliori anzi – continua il consigliere regionale di IdV -, se davvero si andrà verso una grande multi utility del nord Italia, ecco che i soci (come il comune di Brescia) saranno costretti ad investire più denaro per consolidare le proprie quote se non vorranno recitare il ruolo di comparse ininfluenti o poco più. Ma ne vale la pena?”.

“Per trasformare quello che oggi è un peso per la comunità bresciana in una risorsa per il territorio bisogna puntare sulle fonti rinnovabili, sul riciclo dei rifiuti e sulla mobilità sostenibile. Vanno sfruttare i finanziamenti europei per dotare Brescia di un sistema tecnologico in grado di farla diventare una “smart city”. Così – conclude Patitucci -, A2A diventerà una risorsa e non si ridurrà ad essere un insieme di sedie riservate a professionisti della politica e consulenti”.

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GREEN HILL RITIRI LE DENUNCE

Il Consigliere Regionale Francesco Patitucci (Idv), ha visitato oggi gli attivisti fermati per la vicenda Green Hill allo scopo di accertarsi che fossero in buone condizioni e per “portare solidarietà a una campagna che condivido e per cui combatto in Regione”.
I quattro ragazzi che sono stati rinchiusi nel carcere di Canton Mombello hanno potuto, loro malgrado, conoscere le condizioni tristemente note alle cronache del suddetto istituto penitenziario.
Le 8 ragazze sono invece detenute nel più moderno carcere di Verziano e hanno tenuto a precisare che “la situazione dell’arresto è stata gestita in modo poco chiaro”.
Occorre per questo fare luce sulla questione, ma il fatto che quei beagles erano pieni di cicatrici su torace e cranio prova che, in quello che si vuol far passare come “allevamento”, in realtà si pratica la vivisezione.
Conclude Patitucci: ” Auspico sinceramente che i vertici di Green Hill ritirino le denunce contro gli attivisti fermati per non inasprire ancora di più le polemiche su questo caso unico di evidenti maltrattamenti sugli animali”.

Ecco il video del servizio trasmesso da Teletutto:

oppure clicca su questo link se non riesci a visualizzarlo: Green Hill su teletutto

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LA PROTESTA IN PIAZZA LOGGIA SI TINGE DI GIALLO

Il Comitato Spontaneo è ancora il Piazza Loggia a manifestare contro la realizzazione della discarica di amianto. In più di una occasione mi sono recato sul posto, per solidarietà (in fondo sono un cittadino bresciano che abita a San Polo!), ma anche per capire meglio ragioni e rischi derivanti da questa insana realizzazione in pieno centro abitato. Penso che come me tanta altra gente possa essere spinta da curiosità o voglia di informazione ad avvicinarsi al presidio dei manifestanti per chiedere informazioni, e non ci trovo nulla di male.
Per questo motivo rimango stupito e sbalordito quando leggo sulla stampa e sui siti internet bresciani, un comuinicato stampa dei manifestanti secondo il quale sarebbero in corso attività di “identificazione”, da parte delle forze dell’ordine, della gente che si ferma a chiedere informazioni e chiarimenti.
Mi chiedo che bisogno ci sia di identificare la gente che si informa o porta solidarietà ai manifestanti? Se fosse vera una cosa del genere verrebbe da porsi un interrogativo inquietante: visto che il cittadino che si informa sta solo esercitando il suo diritto alla libera circolazione e alla informazione quale interesse ci possa essere nell’identificarlo? In fondo non sta commettendo alcun reato ne vi sono elementi che facciano pensare che voglia compierlo.
L’unico risultato che si ottiene è scoraggiare la gente a recarsi in Piazza Loggia o avvicinarsi ai manifestanti. Mi chiedo allora cosa si intende tutelare con un simile atteggiamento nei confronti dei cittadini visto che per l’ordine pubblico non ci sono certamente minacce?
In assenza di minacce all’ordine pubblico vi è però in atto una potenziale minaccia alla salute pubblica in via Brocchi dove abbiamo appreso tutti dalle fotografie rese pubbliche, che si utilizzano centinaia di copertoni di auto per tenere in tensione i teli all’interno della discarica creando una specia di discarica nella discarica, ma in questo caso nessuna risposta viene fornita ai cittadini (giustamente) preoccupati.
Se le forze dell’ordine controllano i manifestanti in Piazza Loggia mi aspetto che qualcuno controlli anche la corretta esecuzione dei lavori in via Brocchi. Non mancherò di effettuare un sopralluogo nei pressi della nascente discarica per verificare di persona che si preoccupa di visionare la corretta esecuzione dei lavori sperando che chi amministra questa Città si preoccupi anche di vigilare sulla salute dei cittadini e non solo sul “decoro” di Piazza Loggia.

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PRESENTATA MOZIONE URGENTE IN CONSIGLIO COMUNALE CONTRO LA DISCARICA DI VIA BROCCHI

CONSIDERATO CHE:
- In troppi casi le Cave dismesse finiscono per trasformarsi in discariche per rifiuti di vario tipo mettendo a grave rischio la salute dei cittadini per l’eccessiva quantità di materiale interrato in zone che non sempre si rivelano idonee per tali attività;
- Il 10 giugno 2010 la prima sezione del Tar di Brescia aveva già bloccato lo scavo per la realizzazione del sito oggetto della presente ritenendo fondato il rischio di inquinamento della falda acquifera, spesso affiorante, da parte delle sostanze inquinanti di cui si è autorizzato l’interramento, rischio reso ancora maggiore dalla volontà espressa dal Comune di Brescia di realizzarvi sopra, negli anni a venire degli impianti sportivi che, qualora avessero bisogno di fondazioni rischierebbero di creare pericolosi presupposti per infiltrazioni di materiali nel sottosuolo:htpp://quibrescia.it/index.php?/content/view/18761/218/
- Il Consiglio di Stato nel 2011 ha respinto il ricorso presentato dagli ambientalisti del Comitato Codisa contro la discarica di amianto della Profacta in via Brocchi a Brescia per omessa tempestiva notificazione rinunciando quindi ad esprimersi nel merito del ricorso stesso;
- L’Asl di Brescia dopo approfondite indagini sulla popolazione del Quartiere San Polo di Brescia nel periodo dal 2004 al 2008 e nelle scuole del Quartiere nel dicembre 2010 ha dimostrato l’esistenza di criticità riguardante la salute degli abitanti della zona;
- In base ai rilievi effettuati, il caso di via Brocchi rappresenterebbe un caso più unico che raro di una discarica di materiali nocivi nel mezzo di un popoloso centro abitato, come i quartieri di San Polo e Buffalora, con distanze risicate o addirittura inferiori ai limiti minimi stabiliti per legge dalle civili abitazioni ed addirittura di scuole pubbliche;
- Che la Valutazione di Impatto Ambientale prodotta dalla ditta che intende realizzare la discarica parla di quartiere “moderatamente” inquinato quando invece lo stesso è da anni sotto lo stretto controllo di ASL e ARPA per un elevatissimo grado di inquinamento da PCB, Diossine e pm10 aggravato anche dall’insistenza sul territorio di cave e discariche dismesse che in alcuni casi celano al proprio interno anche materiale radioattivo;

IMPEGNA IL SINDACO E L’ASSESSORE COMPETENTE

a causa dei fatti sopra citati e le evidenti incongruenze tra la realtà del territorio in esame e quanto riportato sulla VIA in questione, di sospendere l’autorizzazione e tutte le conseguenti attività per la realizzazione della discarica sopra citata.

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ALLARME CROMO ESAVALENTE NELL’ACQUA DI FALDA NEI QUARTIERI DI CHIESANUOVA E VILLAGGIO SERENO.

“SUBITO NUOVI CONTROLLI PER TUTELARE LA SALUTE DEI CITTADINI E DEGLI ALUNNI DELLE SCUOLE DI CHIESANUOVA E VILLAGGIO SERENO”
“Regione Lombardia deve intervenire al più presto per fronteggiare l’allarme cromo e cromo esavalente nella falda acquifera dei quartieri di Chiesanuova e Villaggio Sereno di Brescia”. Così Francesco Patitucci, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, sintetizza l’obiettivo dell’interrogazione (allegata) presentata pochi giorni fa dal Gruppo IdV sull’argomento.
“Con la salute dei cittadini non si scherza. Giustamente, i genitori degli alunni che frequentano le scuole della zona, gli istituti Deledda e Marcolini, hanno manifestato grande preoccupazione – continua Patitucci – ed hanno chiesto nuove analisi per chiarire in che misura queste sostanze, altamente nocive, siano presenti nell’acqua. E’ fondamentale che Comune di Brescia, Provincia, Regione ed Asl intervengano al più presto per tutelare la salute dei cittadini”.
“Da parte nostra – conclude il consigliere IdV – condividiamo in pieno la preoccupazione degli abitanti della zona; per questo daremo voce ai residenti e terremo alta l’attenzione sul caso”.

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LEGA NORD: LA COMPETENZA NON IMPORTA

E’ forse un caso piu’ unico che raro, il darsi dell’incompetente, ma nella Lega Nord di questi tempi ormai non ci si stupisce piu’ di nulla. E’ l’Assessore regionale all’ambiente Belotti questa volta a lasciare tutti di stucco con le sue dichiarazioni in una intervista al Corriere di Bergamo nella quale racconta il singolare modo della Lega Nord nell’affidare gli incarichi di governo alla Regione Lombardia. Dice che per l’incarico di Assessore fu contattato per il Territorio quando lui si aspettava Sport e Turismo, e come “incoraggiamento” gli fu detto “sappiamo che sei incompetente, ma sei uno fidato”. E bravi leghisti, in fondo per voi che importanza puo’ avere la competenza di fronte alla possibilita’ di avere uno fidato in un posto di governo? Tanto più grave diventa la cosa se poi l’Assessorato di cui stiamo parlando e’ quello al territorio, quello in cui si valutano e si autorizzano le discariche, dal cremonese fino al bresciano.

E sono discariche contestate dai cittadini che non ne possono piu’ di essere sepolti nei rifiuti a due passi dalle loro abitazioni e che continuano a chiedersi come sia possibile continuare ad interrare rifiuti di ogni genere in un territorio già abbondantemente saturo dove, come nel caso di Montichiari, si trovano già interrati oltre 11 milioni di metri cubi di rifiuti o in Franciacorta dove più del 4% del territorio è pieno di cave e discariche, per non parlare di Montirone, di Rezzato, e di Brescia. Insomma la Provincia di Brescia è stata trasformata nella pattumiera d’Italia.

Gli scandali recenti, Nicoli Cristiani su tutto, portano alla luce un sistema poco chiaro di gestione di un settore così delicato per la salute pubblica e, se a questo sommiamo la dichiarata non competenza dell’assessore, dovrebbero esserci abbastanza elementi per annullare tutte le autorizzazioni rilasciate e ripartire da zero nelle loro valutazioni.

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